Grexit?Che influenza avrà sui Mutui?

o.305993LA ‪#‎GRECIA‬ DICE NO…..
Che influenza avrà sui MUTUI?
Si prevede:
1. un rialzo minimo degli ‪#‎spread‬ delle banche (un componente del tasso finale deciso dalle banche);
2. Invariabilità dell’ ‪#‎Euribor‬ (indice interbancario deciso dai mercati che viene sommato allo spread per ottenere il tasso ‪#‎variabile‬ finale)
3. Diminuzione dell’ ‪#‎Eurirs‬ (indice interbancario deciso dai mercati che viene sommato allo spread per ottenere il tasso ‪#‎fisso‬ finale).  ( CALCOLA LA TUA RATA QUI )

E SUI MERCATI FINANZIARI?

L’esplosione della crisi greca comporterebbe un periodo di turbolenza sui mercati con la speculazione anti-euro che potrebbe decidere di mettere nel mirino i Paesi più deboli, tra cui anche l’Italia.
Questo eventuale attacco avrebbe pesanti riflessi sullo spread tra i nostri Btp decennali e il bund tedesco, che venerdì aveva chiuso a 124 punti con un rendimento del 2,15%. Un innalzamento dello spread renderebbe più caro per il Tesoro collocare i titoli pubblici con un costo, calcolando le prossime emissioni e ipotizzando rendimenti in crescita tra mezzo punto e un punto, di 500 milioni aggiuntivi per i Bot e di 2 miliardi per i Btp.
E se si dovesse tornare al maxi-spread attorno ai 500 punti del 2011, allora l’esborso per le casse dello Stato sarebbe di 6-7 miliardi di euro.
Un eventuale default della Grecia, inoltre, metterebbe a rischio i circa 40 miliardi versati dall’Italia per aiutare la Grecia, 10 con il prestito bilaterale concesso nel 2010 e gli altri con la quota di contribuzione, per la parte spettante all’Italia, al Fondo salva-Stati.images

CONSIGLIATO INVESTIRE IN DOLLARI – Quando c’è il rischio che i mercati possano traballare non bisogna mai farsi prendere dal panico e correre a vendere. Anche perché, avverte Paolo Balice, presidente di Aiaf, il problema sarà gestire questi cinque giorni fino al referendum per cui i sondaggi sembrano propendere per un ‘sì’ all’accordo con i creditori. L’importante, aggiunge, è che la crisi greca non interrompa la crescita, seppure modesta, intrapresa dal nostro Paese, ma bisogna tenere conto che l’impatto sui conti pubblici sarebbe limitato e spalmato negli anni e che il Pil greco pesa solo per l’1% su quello europeo e il debito per il 3%.
Chi teme un contagio dalla Grexit, e ha accumulato performance importanti negli investimenti azionari, può anche pensare di incassare le plusvalenze e parcheggiare i risparmi in liquidità, in attesa di ritornare sui mercati una volta che la tempesta – se ci sarà – sarà superata. Chi pensa a un investimento azionario invece conviene che aspetti un po’ prima di scendere in campo. Pensando magari anche a investimenti in valute diverse dall’euro, come il dollaro.

MEGLIO I CONTANTI PER CHI VIAGGIA – Sono in tanti gli italiani che hanno prenotato per questa estate una vacanza in Grecia.
La penisola ellenica resta una delle mete più gettonate del Mediterraneo, insieme alla Spagna e naturalmente al nostro Paese, anche in seguito al rischio-attentati esploso nei Paesi del Nord Africa, diventato purtroppo una drammatica realtà dopo la strage sulle spiagge tunisine.
Un episodio che sta spingendo, spiega Pier Ezhaya, vicepresidente di Astoi-Confindustria, l’associazione che raggruppa i principali tour operator italiani, a cambiare destinazioni puntando anche sulle isole greche.
Ma, se la Grecia dovesse uscire dall’euro, che effetti subirà sulla sua vacanza chi dovesse partire? Se davvero si arriverà al caos finanziario ci saranno maggiori difficoltà nell’utilizzo delle carte elettroniche, da quelle di credito ai bancomat. Oltre al pericolo di una maggiore speculazione sui prezzi di servizi come i taxi o il noleggio di auto, moto o imbarcazioni. Il consiglio quindi è quello di partire con una dote maggiore di contanti (euro) in tasca e anche con il passaporto, oltre alla carta d’identità.

INCERTEZZA PAGAMENTI – Di fronte a un’uscita di Atene dall’euro e, peggio ancora, di un default della Grecia, potrebbero essere a rischio i pagamenti delle commesse fornite dalle aziende italiane, in particolare per i produttori di macchine utensili. Questi ultimi, tra l’altro, sono tra i principali fornitori di tutta l’industria agroalimentare ellenica. In questo caso il rischio è che le aziende italiane non vedano più un euro – o meglio una dracma, se ci sarà davvero la Grexit – a meno che non abbiano stipulato coperture assicurative sull’export, ad esempio con Sace. Coperture che, di fronte all’acuirsi della crisi greca, stanno ovviamente diventando sempre più care.
Se non altro, proprio le difficoltà del Paese ellenico hanno, in questi anni, come rileva il capo economista di Intesa San Paolo Gregorio De Felice, ridotto la nostra quota di export verso la Grecia allo 0,9% del totale e allo 0,2% rapportato sempre sul totale del Pil. In particolare è fortemente diminuita l’attività delle imprese edili italiane che negli anni scorsi erano molto attive in Grecia.

(fonte quotidiano.net)

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