Tasse locali:+ 500% in 12 anni

20130722-100624.jpgÈ uno studio del Corriere della Sera a riportare al centro del dibattito la questione delle tasse locali e della pressione fiscale sugli italiani. Con una interessante intervista a Luca Antonini, presidente della Commissione sul federalismo fiscale e oggi alla guida del Dipartimento delle Riforme di Palazzo Chigi, si mettono in luce le contraddizioni e il peso di “un sistema ingestibile”: “Cresce la spesa statale e cresce la spesa locale, crescono le tasse nazionali (+95% in 20 anni secondo Confcommercio, ndr ) e crescono quelle locali (+500%). Così non può funzionare. Non c’è una regia, manca completamente il ruolo di coordinamento dello Stato”.

Del resto si tratta di dati emblematici, che dipendono anche da errori di prospettiva nella definizione delle competenze dovuti a riforme che hanno finito per aggravare la situazione, contribuendo non solo alla confusione normativa, ma anche all’aumento della pressione fiscale sui cittadini. Come ricorda Mario Sensini, infatti: “Sarà il Titolo V, la mancanza di coordinamento, saranno i tagli lineari o la confusione istituzionale, resta il fatto che agli italiani il federalismo riserva soltanto dolori. Tanto per dire. L’anno scorso, primo anno di vita della nuova Imu, il 25% dei Comuni ha aumentato l’aliquota di base (per un totale di 3,8 miliardi di maggiore incasso). […] Tra il 2011 ed il 2013 l’80% delle Province ha provveduto ad elevare al livello massimo, il 16%, l’imposta sulle assicurazioni. […] Tra il 2000 ed il 2012 il gettito delle addizionali regionali è passato da 2,5 a 10,6 miliardi, quello delle sovrattasse comunali da 500 milioni a 4 miliardi, l’Ici/Imu da 8,4 a 22,6 miliardi, l’Irap da 27 a 33 miliardi. Senza contare le tariffe dei servizi pubblici come la raccolta rifiuti, gli asili nido, il trasporto locale”.
È chiaro però che non si tratta di abusi da parte degli enti locali, bensì di una risposta inevitabile al meccanismo di tagli impostati dai Governi negli ultimi anni che hanno visto una diminuzione di 150 miliardi di trasferimenti. E, per di più, “al giro di vite sui trasferimenti, negli ultimi anni, si è sommata la stretta sul patto di Stabilità interno. Tra il 2009 ed il 2015, per effetto di misure già prese, i tagli su Comuni, Province e Regioni ammonteranno a 149,9 miliardi: 61,6 miliardi di trasferimenti in meno e 88,3 miliardi sul patto di Stabilità interno. Logico che poi i sindaci ed i governatori aumentino le tasse”.

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