Anonymous viola le mail del Movimento 5 Stelle,parlamentari sotto ricatto

20130425-093506.jpgPer decine di mesi le loro caselle di posta sono state violate e spiate da un gruppo di hacker che ora improvvisamente escono allo scoperto. A essere colpiti, fino ad oggi a loro insaputa, sono una trentina di deputati e senatori del Movimento 5 stelle. A portare a termine la violazione un gruppo di persone che si definiscono “molto vicini al Pd”. A disposizione grazie o per colpa di questo gruppo di hacker, vi sono ora una trentina di caselle email dei parlamentari grillini, accompagnate da un video (che potete trovare di seguito all’articolo) che spiega a cosa sia servito questo attacco informatico. “Vi abbiamo osservato per lungo tempo”, recitano i pirati informaici nel video, mentre scorrono le immagini degli attivisti e politici del Movimento 5 stelle. “Abbiamo studiato ogni vostra mossa…. E siamo rimasti delusi. Un movimento che poteva portare una speranza è finito per arricchire pochi. Promuovete la trasparenza… ma non la praticate in casa. E’ venuto il momento della resa dei conti. Abbiamo una copia di tutte le vostre email. Se non le volete vedere pubblicate dovete soddisfare alle nostre richieste. Le nostre richieste di trasparenza: la pubblicazione immediata di redditi e patrimoni di Giuseppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e dettaglio dei ricavi derivanti dal sito http://www.beppegrillo.it e correlati”. Come spiegano inoltre i pirati informatici ogni settimana una casella posta di un deputato o senatore verrà resa pubblica. Il circolo si interromperà quando tutte le richieste del gruppo saranno soddisfatte. La prima casella di posta violata e messa online questa mattina è quella di Giulia Sarti, deputata ventiseienne del M5S. Sul web è stato messo un link contenente il sio account personale webmail all’interno del quale si sono trovati circa 1, 2 Gigabyte di corrispondenza che vanno dall’inizio del 2012 e fino a poche settimane fa, e che contengono anche tutte le discussioni interne e i mal di pancia del Movimento 5 stelle. Non è chiaro come questo gruppo di pirati informatici sia riuscito ad avere accesso a questi dati.
Net1News ha verificato la presenza in rete dei documenti e ha trovato conferme. Si tratta indubbiamente di un attentato alla democrazia, i parlamentari del 5S sono ora sotto ricatto, ma potrebberlo esserlo anche parlamentari di altri gruppi. Gli account violati si trovano su server sicurissimi (come quello di Google o quello di Hottmail) e i parlamentari giurano di non avere impostato password facili. Bisognerà allora capire chi c’è dietro questa sigla e come ha fatto a venire in possesso di questi documenti riservati (la violazione della posta è un reato). E’ stata crakkata la wi-fi del parlamento? E’ ovvio che una vicenda di tale gravità non può chiudersi qui: è necessario scoprire e punire i responsabili di quello che a tutti gli effetti può dirsi un attentato alla democrazia.

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