Enrico Letta in pole per la presidenza del Consiglio,entro le 15 la scelta di Napolitano

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Dovrebbe essere Enrico Letta a ricevere l’incarico di formare un governo dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ questa l’indicazione che emerge in queste ore, confermata negli ambienti di diversi partiti. Una valutazione che, ragionano fonti parlamentari, sarebbe stata fatta in ragione della minore divisione nel Pd che il nome del vice segretario creerebbe rispetto all’altro nome in corsa, Giuliano Amato. E sempre in ambienti parlamentari si sostiene che l’annuncio di Napolitano potrebbe arrivare entro le 15.
La questione sulla quale sta ragionando Napolitano è semplice: “Più esperienza o più appeal?”. Uno dei ‘consultati’ del presidente riassume così il dilemma del capo dello Stato, descritto “davvero indeciso” tra l’opportunità di affidarsi a un uomo di esperienza e di indubbio riconoscimento internazionale come Giuliano Amato oppure quello di provare a interpretare l’esigenza di rinnovamento montante puntando sul più giovane Enrico Letta. Di sicuro, pare sgombrata dal campo l’ipotesi di Matteo Renzi, così come in calo è anche quella di una figura istituzionale.
La cosa certa è che nell’esecutivo, a prescindere da chi lo guiderà, entreranno comunque nomi “pesanti”, vista anche la netta preferenza di Silvio Berlusconi per nomi autorevoli che possano dargli le garanzie richieste. Leader politici già visti e rivisti ,come D’Alema e Franceschini per il Pd, Alfano e Schifani per il Pdl, e a questo punto forse anche l’ex premier Mario Monti. Una squadra che verrebbe completata attingendo al bacino dei “saggi”. E dunque Mario Mauro (nella doppia veste di esponente di vertice di Scelta Civica e di componente dei gruppo di lavoro insediato da Napolitano) e poi Salvatore Rossi, Luciano Violante, Gaetano Quagliariello. Altri rumors vorrebbero poi almeno due tecnici – Monti e Cancellieri – restare in carica come ministri degli Esteri e dell’Interno.
A favore di Letta pesa anche la possibilità di includere la Lega: ribadito oggi il veto ad Amato da parte del Carroccio, puntare sul vice segretario Pd potrebbe togliere a Roberto Maroni la comoda opzione di restare fuori dal governo e da lì drenare consensi anche al Pdl.

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