Scuole senza soldi,si pensa alla settimana corta

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Le scuole pubbliche sono al collasso, non è più solo questione di immobili fatiscenti o materiali didattici, ormai molti istituti faticano anche a trovare i soldi necessari a pagare le utenze di luce acqua e gas. Per risparmiare sulle bollette elettriche e del gasolio da riscaldamento, alcune Province hanno chiesto esplicitamente ai dirigenti scolastici del loro territorio di provvedere a stilare un piano di risparmio introducendo anche la settimana corta. Il taglio di un terzo del Fondo d’istituto, il tentativo del Governo di ricondurre a 24 ore l’insegnamento settimanale, le classi-pollaio, la chiusura di quasi 2mila istituti secondo l’Anief sono chiari sintomi della voglia di smantellare il sistema scolastico. In realtà il fatto è che molte amministrazioni locali sono al collasso dal punto di vista economico e cercano di tagliare il più possibile in tutti i settori compresa l’istruzione. Ecco allora la proposta di accorpamento delle ore che ovviamente non farà bene all’insegnamento perché come spiega sempre Pacifico “non si può chiedere a un ragazzo che studia in un istituto tecnico o in un liceo di rimanere sui banchi per 7-8 ore, magari affrontando nella stessa giornata materie complesse come matematica, latino e greco”. A farne le spese quindi sono giovani studenti ma anche i genitori spesso costretti a contribuire più o meno volontariamente alle spese degli istituti scolastici per permettere alla didattica di proseguire.

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