Sonnolenza di primavera? Per combatterla basta il caffè

20130422-094019.jpgA dosi moderate, 3-4 tazzine al giorno, e se non ci sono problemi di cuore, il caffè non fa male alla salute, anzi potrebbe avere alcuni effetti benefici. Il via libera arriva dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano.
Identikit della bevanda – “Non bisogna fare confusione tra effetti della caffeina e del caffè”, spiega Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” – IRCCS di Milano. “La caffeina della tazzina di caffè è ritenuta responsabile della diminuzione del senso di fatica, dell’aumento della vigilanza e dell’aumento della motilità intestinale. Inoltre la caffeina a dosi appropriate potenzia gli effetti antidolorifici dell’aspirina, aumentandone la biodisponibilità. Altri componenti del caffè (fra cui i polifenoli) potrebbero avere effetti favorevoli – continua l’esperta – prevenendo l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, del tumore del cavo orale/faringe, del tumore del fegato, della cirrosi epatica, del tumore dell’endometrio e forse del tumore del colon-retto. Dati molto recenti mostrano che il caffè sembra essere associato a una diminuzione di mortalità totale, anche se i risultati vanno confermati. In sostanza, consumando 3-4 tazzine di caffè, l’individuo sano può godere del piacere di bere un buon caffè senza temere per la propria salute”.
I numeri: 3-4 tazzine al giorno che corrispondono per il caffè espresso e moca a circa 240-300 milligrammi di caffeina.
Nei Paesi del Nord Europa dove il consumo di frutta e verdura è scarso e quello di caffè alto, il caffè è l’alimento che fornisce all’organismo la maggior parte degli antiossidanti; in Italia, dove frutta e verdura fanno parte della comune dieta, 3-4 tazzine di caffè raddoppiano l’apporto di sostanze antiossidanti. Ma cosa succede alla caffeina ingerita? “Parlando di persone adulte e sane, ed escludendo le donne in gravidanza, la caffeina ingerita entra in circolo in circa 30 minuti – afferma Tavani -, viene assorbita al 99% nel giro di un’ora, non si lega alle proteine plasmatiche, ha il suo picco massimo di concentrazione dopo 2 ore dall’assunzione e i suoi livelli plasmatici vengono dimezzati in 3-4,5 ore.”

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