Governo,si punta su larghe intese con Premier Amato o Letta

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Ora che Giorgio Napolitano è stato rieletto al Quirinale, c’è da sciogliere il nodo del governo. Il tempo stringe, ma la strada appare già tracciata. Sarà “governo di scopo”, o del Presidente, che dir si voglia: un esecutivo costruito per realizzare un programma di pochi punti e per traghettare l’Italia verso nuove elezioni (in autunno o tra un anno).
Si parte dal programma stilato dai saggi, esperti e consulenti chiamati da Napolitano per fornire alle Camere le priorità per le future azioni legislative. I nomi caldi circolati ieri per la guida del nuovo governo, invece, sono quelli di Giuliano Amato ed Enrico Letta. Il primo, uomo fidatissimo del capo dello Stato, sarebbe gradito al Pdl (meno alla Lega), ma provocherebbe una frattura insanabile tra l’ala moderata e quella più a sinistra nel Pd (frattura peraltro già in stato avanzato). Anche il secondo sarebbe una soluzione non osteggiata dagli uomini di Berlusconi.
E mentre tutti i protagonisti della rielezione di Napolitano si affannano a ricordare che la decisione sul Colle non implica accordi o “inciuci” di governo, sembra chiaro che, se esecutivo di larghe intese sarà, la maggioranza terrà insieme Pd, Pdl, Scelta Civica e Lega Nord.
La nomina del nuovo esecutivo potrebbe avvenire già la prossima settimana. Con Amato premier si avrebbero come vicepresidenti Enrico Letta e Angelino Alfano. La seconda soluzione prevede invece Letta primo ministro con vice Alfano. La convergenza sul nome di Giorgio Napolitano non ha incluso Sel e Movimento Cinque Stelle: i due partiti farebbero all’opposizione.
“Naturalmente, nei colloqui di questa mattina (ieri, ndr), non si è discusso di argomenti estranei al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica”. Il Capo dello Stato ha smentito ieri le voci su accordi di governo. Ma l’ipotesi che Napolitano, accettando di restare al Quirinale, avrebbe posto anche le condizioni per la nascita di un nuovo governo di unità nazionale con le forze che lo hanno votato., rimane quella più accreditata. Anche se la confusione sotto il cielo democratico trova conferma nelle parole di Rosy Bindi che, ospite di Maria Latella, stronca l’ipotesi del governo di larghe intese e l’ipotesi che a guidarlo possa essere Enrico Letta, vicesegretario dimissionario: “Ho grande stima di Enrico Letta e credo che sarebbe molto capace e saprebbe guidare un governo, ma di certo questo non è il momento“.

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