L’Italia è il paese UE che investe di meno nella Cultura

20130408-130345.jpgL’Italia è il paese europeo in cui si investe di meno nella cultura. Il dato, assai allarmante, emerge da uno studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica dei vari stati europei nel 2011. Il nostro Paese ha investito nella cultura solamente l’1,1% del Pil contro una media europea pari esattamente al doppio: 2,2%. Spendiamo meno della Grecia che destina alla cultura l’1,2% del suo Prodotto interno lordo. Grecia che superiamo invece per quanto riguarda le spese per l’istruzione, dove comunque restiamo al penultimo posto nella Ue: 8,5 % del Pil contro una media europea del 10,9%.
Eurostat ha anche calcolato come viene divisa la spesa pubblica dei vari stati: ne è emerso che la percentuale di spesa per i servizi pubblici generali in Italia è maggiore rispetto alla media Ue: 17,3% contro 13,5%. Un dato però poco incoraggiante visto che nella spesa vengono contati gli interessi del debito pubblico, basti pensare che in Grecia questa voce pesa addirittura per il 24,6% del totale della spesa pubblica. Superiore alla media Ue anche la percentuale di spesa per la protezione sociale in Italia che si attesta al 41% della spesa pubblica contro una media Ue del 39,9%. Anche qui però c’è da dire che nel nostro Paese tale spesa è incentrata fortemente sulle pensioni, mentre arrancano le spese per la protezione di chi ha perso il lavoro o la casa.
Altre voci di spesa per il nostro Paese sono la sanità pubblica – in cui spendiamo leggermente meno della media Ue (il 14,7% contro il 14,9%) -, la difesa (3% in linea con la media Ue) e l’ordine pubblico (4% della spesa totale contro il 3,9% della media europea). Nel complesso – secondo i dati Eurostat – l’Italia nel 2011 ha speso il 49,1% del Pil con un calo rispetto all’anno precedente in tutte le voci, tranne che per i servizi pubblici generali, la cui spesa è aumentata a causa del peso degli interessi sul debito. Il capitolo di spesa più importante è protezione sociale e sanità, a cui è destinato il 55% della spesa pubblica. Un settore in cui le spese sono aumentate in modo particolare dal 2008, con lo scoppio della crisi, la successiva recessione e la relativa diminuzione del reddito. Solo per la protezione sociale nel 2011 abbiamo speso il 20,5% del Pil (19,6% la media Ue): si parla di 5.322 euro per abitante.

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