“Vuoi diventare una femen? Metti una foto in topless su fb”

20130329-100018.jpgSbarcano anche in Italia le attiviste a seno scoperto demoninate Femen. Il movimento, fondato dall’economista Anna Gucol, è nato a Kiev nel 2008 per protestare in modo eloquente contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali. Il gruppo sta prendendo piede anche nel nostro Paese come afferma Mary, la referente del gruppo italiano: “Abbiamo cominciato questo percorso a settembre 2012 e abbiamo ancora tanta strada davanti. Può sembrare facile spogliarsi in mezzo a una strada ma non è così e ognuna di noi ha davanti a sé una preparazione sia fisica sia psicologica”.
Il prerequisito fondamentale per diventare Femen in Italia è dunque quello di iniziare a mettere una foto in topless su Facebook per captare la reazione di amici e conoscenti. Le immagini durante una protesta saranno infatti di dominio pubblico e le ragazze devono iniziare a rendersi conto di quello che le aspetterà. Oltre all’ uso del linguaggio e del corpo, vengono organizzati anche workshop teorici e di allenamento fisico in quanto “bisogna essere preparate quando si viene bloccate dalla polizia. Tante volte siamo sbattute a terra. E magari capita che qualcuno ci picchi”. Nel nostro Paese poi c’è la questione legale e, raccontano quattro Femen nostrane, “qui in Italia rischiamo una condanna dai 2 ai 7 anni. A pesare, oltre a manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale, c’è il reato di atti osceni in luogo pubblico”. La volontà delle giovani donne italiane- dice Mary- è quella di “
riappropriarci della libertà del nostro corpo, utilizzando lo stesso linguaggio televisivo, machista, per creare un cortocircuito”.
E a chi le critica le Femen rispondono che “una forma di protesta così appariscente, è l’unico modo per essere ascoltati in questo paese”. Manifestare con striscioni, cori e manifesti non porterebbe a nulla, affermano le attiviste. Per le recenti iniziative a San Pietro e contro Berlusconi le Femen italiane non si sentivano ancora pronte e hanno lasciato che fossero portate avanti dalle ragazze di Kiev e di Parigi. Per il momento sono circa una trentina in tutta Italia e si sta organizzando la prima Slut Walk italiana. Dopo quella prima uscita pubblica anche le Femen italiane saranno pronte a protestare, in un modo quantomeno bizzarro, contro il femminicidio, la violenza e a favore di nobili cause.

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