Domenica e lunedì si vota,ecco come

20130223-092027.jpg Italiani al voto il 24 e 26 febbraio. Domenica urne aperte dalle 8 alle 22, e lunedì dalle 7 alle 15.
Dove si vota – Per potere votare ci si presenta al seggio elettorale con la tessera che i cittadini hanno già a casa e che hanno utilizzato nelle ultimi elezioni, dalle politiche alle regionali agli enti locali. Se questa tessera elettorale è stata smarrita il cittadino può richiederà all’ufficio elettorale del comune di residenza. Per potere esercitare il diritto di voto occorre presentarsi al seggio con un documento di identità, dal passaporto alla carta d’identità.

Chi può votare – Per la Camera dei deputati occorre avere 18 anni; per votare per il Senato occorre avere 25 anni.

Come si vota – Per la Camera dei deputati l’elettore esprime il suo voto tracciando un solo segno sul simbolo della lista prescelta. Il sistema elettorale non contempla il voto di preferenza, quindi il cittadino non può scrivere sulla scheda il nome di un candidati. I candidati risultano eletti in base al numero di seggi conquistati da ogni lista e in base alla posizione occupata in lista. Quindi è deduttivo che chi occupa i primi posti in lista ha maggiori possibilità di essere eletto.

Per votare al Senato, l’elettore esprime il proprio voto tracciando un solo segno sulla lista prescelta. Anche in questo caso, come per la Camera, non si può esprimere alcuna preferenza,

I seggi – Per la Camera sono 630 le poltrone a disposizione, e per il Senato 315 seggi, Il sistema elettorale, per consentire la governabilità, contempla un premio maggioranza del 54% alla lista che prende il maggior numero di voti alla Camera. Per il Senato, il premio di maggioranza va calcolato su base regionale, e non su base provinciale.

Come si vince alla Camera – La coalizione che ottiene il maggiore numero di voti conquista un premio di maggioranza pari a 340 seggi, mentre i seggi restanti vengono divisi con il metodo proporzionale tra i partiti e le coalizioni che hanno superato la soglia di sbarramento.

Lo sbarramento alla Camera – Sono tre. Per quanto riguarda la coalizione la soglia da superare è del 10%; per le liste non in coalizione, la soglia è del 4% e per le liste che sono in coalizione è del 2%. Potranno accedere alla divisione dei seggi anche il migliore perdente che non abbia superato il 2%. Chiaramente se la coalzione non raggiunge la soglia, il destino dei partiti è legato alla possibilità di potere superare il 4%.
Come si vince al Senato – Il premio di maggioranza viene assegnato su base regionale alla prima coalizione. Questa è la più grande novità rispetto alla Camera, dove il calcolo del premio di maggioranza avviene su base nazionale. Quindi ogni regione elette il suo numero di senatori e applica la propria quota di premio di maggioranza.
Lo sbarramento al Senato – Sono chiaramente più alte rispetto alla Camera. La coalizione per accedere alla ripartizione dei seggi deve superare la soglia del 20%. Le liste non non sono in coalizione devo arrivare all’8%, mentre le liste che fanno parte di coalzioni devono superare il 3%. Un meccanismo, quindi, più complesso che rende oggettivamente probabile un esito equilibrato, salvo che una coalizione non riesce a vincere in tutte le Regioni.
Ci sono alcune regioni che eleggono un alto numero di senatori: per esempio la Lombardia ne elegge 49, la Sicilia 25. Quindi Lombardia, Sicilia e Campania, diventano determinanti.

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